Qualcuno con cui chiacchierare, la compagnia per una passeggiata nel verde, a cogliere gli amati fiori o con cui condividere la visita ai propri cari, al cimitero altrimenti difficile da raggiungere.
È un rapporto speciale quello che unisce Angela e Cristina da ormai più di un anno grazie al progetto “A casa tutto bene”, l’iniziativa di cura domiciliare, e non solo, innovativa promossa dall’Ufficio di piano di Sondrio, capofila attuatore, dall’Ufficio di piano di Morbegno e dalla Cooperativa sociale Grandangolo, insieme anche all’Asst e alla Fondazione Casa di riposo Ambrosetti Paravicini onlus di Morbegno, attivo nei distretti di Sondrio e Morbegno e finanziato dall’Unione Europea con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza-NextGenerationEu.
La signora Angela, 84 anni da compiere ad agosto, è la prima in assoluto ad aver aderito, prima in via sperimentale e poi in modo strutturato, alla proposta del progetto “A casa tutto bene” a marzo 2024 e Cristina è l’assistente familiare della cooperativa Grandangolo che si prende cura di lei.

Presenza preziosa nella vita quotidiana

Angela è di Sondrio, vive da sola nel quartiere ovest. Lo scorso settembre il marito, che era già ricoverato in una struttura di cura, è morto. Angela è una persona autosufficiente ed è circondata dall’affetto e dalla cura dei figli e delle loro famiglie. I ragazzi, come li chiama, la raggiungono spesso anche in pausa pranzo per mangiare insieme, ma poi devono scappare al lavoro e Angela rimane sola. Per questo con lei per sei ore alla settimana, da più di un anno, c’è Cristina, «la mia Cristina» dice Angela accarezzandole una mano.
«Cristina, la mia Cristina è preziosissima per me – dice la signora Angela -. Insieme andiamo a fare la spesa, mi accompagna in farmacia e anche al cimitero a visitare mio marito. Mi porta in auto, altrimenti non potrei andare».

La tecnologia amica del progetto “A casa tutto bene”

Angela porta al polso uno dei dispositivi messi a disposizione dal progetto “A casa tutto bene”, un braccialetto che le monitora i parametri e il cui tasto può pigiare in qualunque momento nel caso di problemi di salute. «Non lo tolgo mai – racconta -. Finora non l’ho mai usato ma avendolo sono più tranquilla. So che se dovesse succedermi qualcosa, anche di notte, mi basterebbe schiacciare il pulsante. Qualche volta temo di poterlo attivare inavvertitamente girandomi nel letto, ma non è così “delicato”».
Del pacchetto “tecnologia amica” di “A casa tutto bene”, Angela ha scelto il braccialetto anziché i sensori da casa perché è una persona ancora piuttosto attiva. Uscire a passeggiare le piace, soprattutto nella bella stagione. «Quando piove o fa freddo siamo costrette a rimanere in casa, ma chiacchieriamo e sono molto contenta».

Accompagnare la famiglia nella cura

Angela, insieme ai suoi figli, può contare anche sul supporto del care manager che non li fa sentire mai soli neanche nella scelta dei percorsi migliori di assistenza. Da sola Angela fa le piccole pulizie, cucina per sé e a spesso anche per i figli. «Quando erano piccoli anche per i nipoti» ricorda.
La bella stagione rappresenta un momento di gioia per Angela non solo perché con Cristina riprendono le passeggiate al parco – lei abita vicino a quello ovest -, ma perché il figlio la porta anche a Triasso, località di cui è originaria, per andare a curare l’orto e «per vedere i miei fiori» aggiunge. Giornate di cui poi racconta con entusiasmo a Cristina. «Vero Cristina?» le chiede complice mentre l’assistente le strizza l’occhio.