Invecchiare a casa propria: una scelta sempre più importante
In Lombardia l’assistenza agli anziani sta affrontando una sfida sempre più complessa. A dirlo, oltre all’esperienza quotidiana di tante famiglie, sono i numeri. Emblematici quelli contenuti nel Report 2026 della Fnp Cisl Lombardia, che fotografano una realtà caratterizzata dall’aumento della popolazione anziana, dalla crescita delle liste d’attesa nelle rsa e da costi in costante aumento.
In Lombardia gli over 65 sono ormai quasi 2,4 milioni e oltre mezzo milione di loro vive una condizione di non autosufficienza. Parallelamente, il costo medio di un posto letto in rsa ha raggiunto i 2.312 euro al mese, con rette che in molte aree della regione superano ampiamente i 90 euro al giorno. E questo quando è possibile trovare un posto disponibile in tempi adeguati: nel 2025 le domande in lista d’attesa hanno superato quota 121 mila e il tempo medio di ingresso nelle strutture è arrivato a 116 giorni.
In provincia di Sondrio: popolazione che invecchia e sempre più richieste per le Rsa
Se questo è il quadro lombardo, la provincia di Sondrio presenta caratteristiche ancora più significative. Qui la quota di over 65 rappresenta il 26% della popolazione, il dato più alto dell’intera regione, a fronte di una media lombarda del 23,84%.
Da un lato il territorio può contare su una buona dotazione di strutture residenziali, con 2.986 posti letto autorizzati, e sulle rette più contenute della Lombardia, che arrivano a un massimo di 66,52 euro al giorno. Dall’altro, però, il numero delle richieste di accesso alle Rsa è cresciuto in modo significativo: nell’Ats Montagna le domande in lista d’attesa sono aumentate del 42% in un solo anno, il dato più alto della regione, passando da 9.794 a 14.036.
Un fenomeno che riflette l’invecchiamento della popolazione locale, le difficoltà crescenti delle famiglie sempre più piccole nel prendersi cura degli anziani e anche l’arrivo di richieste provenienti da altre province lombarde.
L’assistenza domiciliare come alternativa di qualità
In questo contesto è evidente l’importanza di sviluppare soluzioni che consentano alle persone anziane di rimanere il più a lungo possibile nella propria abitazione, mantenendo autonomia, relazioni sociali e qualità della vita.
È proprio questa la filosofia che ispira “A casa tutto bene”, il progetto che, grazie alle risorse del Pnrr, offre agli over 65 dei distretti di Sondrio e Morbegno strumenti concreti per vivere in sicurezza nel proprio ambiente domestico. Attraverso dispositivi di telesoccorso attivi 24 ore su 24, sensori anticaduta, assistenza domiciliare e il supporto di un care manager che accompagna la persona e la famiglia nella costruzione del percorso di assistenza più adeguato, il progetto mette al centro il desiderio condiviso da molti anziani e dalle loro famiglie: continuare a vivere nella propria casa, con serenità e nella massima tranquillità.
Socialità, famiglia, benessere: una scelta non solo economica
Non soltanto una scelta organizzativa o economica: poter rimanere nella propria abitazione significa conservare abitudini, affetti, punti di riferimento e relazioni di vicinato che rappresentano una componente fondamentale del benessere della persona.
Lo stesso report della Cisl evidenzia come il trasferimento in strutture lontane dal luogo di residenza, spesso necessario per trovare posti disponibili o rette più accessibili, possa avere conseguenze anche sul piano emotivo. Quando aumentano le distanze, infatti, diminuisce inevitabilmente la frequenza delle visite dei familiari e cresce il rischio di isolamento sociale.
“A casa tutto bene” nasce anche per prevenire queste situazioni, offrendo un’alternativa che valorizza la permanenza a domicilio e sostiene le famiglie nel delicato compito della cura.
In una provincia che invecchia più rapidamente della media lombarda e che vede crescere la pressione sul sistema residenziale, investire nell’assistenza domiciliare e nelle tecnologie per la sicurezza rappresenta una scelta strategica. Non solo per rispondere ai bisogni di oggi, ma anche per costruire un modello di welfare più vicino alle persone e capace di affrontare le sfide demografiche dei prossimi anni.